L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica di natura autoimmune che colpisce l’organismo nel suo complesso. Il sistema immunitario attacca erroneamente la membrana sinoviale, la sottile membrana che riveste le articolazioni, causando infiammazione, dolore e, nel tempo, danni a cartilagine e osso. A differenza dell’artrosi, che è di natura degenerativa e localizzata, l’artrite reumatoide colpisce tipicamente più articolazioni in modo simmetrico (ad esempio entrambe le mani, entrambi i polsi o entrambe le ginocchia contemporaneamente) e può coinvolgere, oltre alle articolazioni, anche altri organi e sistemi del corpo. Per l’impatto specifico su mano e polso, vedi la scheda dedicata nella sezione Mano/Gomito.
Sintomi
- Dolore e gonfiore articolare simmetrico, che interessa solitamente le stesse articolazioni su entrambi i lati del corpo
- Rigidità mattutina prolungata, che può durare oltre 30-60 minuti prima di migliorare con il movimento
- Affaticamento generale (fatica), spesso presente anche in assenza di sforzo fisico
- Febbricola e malessere generale nei periodi di riacutizzazione della malattia
- Noduli reumatoidi, piccoli rigonfiamenti sottocutanei che si formano in prossimità delle articolazioni colpite
- Coinvolgimento di più distretti articolari oltre alle mani, in particolare polsi, ginocchia, spalle, gomiti, caviglie e piedi
- Riduzione della mobilità articolare e, nelle fasi più avanzate, possibili deformità
- Andamento a fasi, con periodi di riacutizzazione (flare) alternati a fasi di relativa remissione
Cause
L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune: per cause non ancora del tutto chiarite, il sistema immunitario attacca erroneamente la membrana sinoviale, scambiandola per un tessuto estraneo, e innesca un processo infiammatorio cronico. All’origine della malattia concorrono fattori genetici (una predisposizione ereditaria) e fattori ambientali scatenanti, come infezioni, fumo di sigaretta o stress fisico ed emotivo. La malattia colpisce le donne circa tre volte più frequentemente degli uomini e si manifesta più comunemente tra i 30 e i 60 anni, sebbene possa insorgere a qualsiasi età.
Come l’ergoterapia può aiutare
Trattandosi di una malattia cronica che coinvolge più articolazioni e che può influire sull’energia e sulla resistenza generale della persona, l’intervento ergoterapico nell’artrite reumatoide non si limita a una singola articolazione, ma accompagna il paziente nella gestione complessiva della malattia e nel mantenimento della massima autonomia possibile nelle attività quotidiane.
- Educazione all’economia e alla protezione articolare: vengono insegnati principi generali per ridurre il carico su tutte le articolazioni coinvolte (mani, polsi, ginocchia, spalle), modificando la modalità di esecuzione dei gesti quotidiani per prevenire dolore e deformità.
- Gestione della fatica (energy conservation): si lavora sulla pianificazione delle attività, sull’alternanza tra sforzo e riposo e sulla definizione di priorità, per contenere l’affaticamento generale tipico della malattia.
- Tutori e ausili di supporto: vengono confezionati o consigliati tutori per le diverse articolazioni interessate e ausili tecnici che facilitano lo svolgimento delle attività quotidiane riducendo lo stress articolare.
- Terapie strumentali per il dolore: applicazione di terapie fisiche (ad esempio termoterapia, elettroterapia) mirate a ridurre dolore e infiammazione nelle fasi di riacutizzazione.
- Adattamento dell’ambiente e delle attività: analisi e modifica dell’ambiente domestico e lavorativo, con proposta di strategie e adattamenti che rendano le attività quotidiane più semplici e meno gravose per le articolazioni.
- Educazione del paziente sulla gestione a lungo termine: vengono fornite informazioni sull’andamento della malattia, sui segnali di riacutizzazione e sulle strategie di autogestione, per favorire un ruolo attivo e consapevole del paziente nel proprio percorso di cura.
- Mantenimento dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana (AVQ): attraverso l’allenamento di strategie compensatorie e l’uso mirato di ausili, si sostiene il paziente nel restare il più possibile indipendente nella cura di sé, nelle attività domestiche e lavorative.
- Collaborazione con il team reumatologico: l’ergoterapista lavora in stretto contatto con il reumatologo e gli altri professionisti coinvolti, per garantire un percorso di cura coordinato e adattato all’evoluzione della malattia.
Le informazioni riportate in questa pagina hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono una valutazione medica. Per la diagnosi e il percorso di cura più adatti alla tua situazione, consulta sempre il tuo medico o uno specialista.
