La tenosinovite di De Quervain è una condizione infiammatoria che causa dolori nella porzione radiale del polso e dell’avambraccio, sulla base del pollice e sul I comparto dei tendni estensori.

Anatomia

Lasciamola da parte per ora che è lunga e poco chiara per i pazienti normali

Cause

Si tratta di una patologia da sovraccarico. La ripetiizione di movimenti quotidiani che sollecitano i tendini estensori del pollice, possono causare l’infiammazione. La guaina che circonda i tendnii (tenosinovia) si gonfia e ne impedisce lo scorrimento libero. Spesso affligge le donne nei mesi successivi al parto, per i movimenti ripetitivi durante l’accudimento del neonato e per cause ormonali. Non è raro che si verifichi anche negli uomini. Può essere associata ad alcune patologie reumatiche come l’artrite reumatoide. Più raro, ma può verificarsi anche come conseguenza di un trauma.

Sintomi:

I sintomi principali sono il dolore acuto nella zona del polso alla base del pollice sopra allo stiloide radiale, il gonfiore e le scosse durante i movimenti di deviazione radiale. 

Il dolore può estendersi sia verso il gomito sia verso il pollice se non viene trattato il processo infiammatorio nella fase acuta. Il processo infiammatorio può diventare cronico e portare ad un ispessimento e degenerazione delle guaine che circondano i tendini e del retinacolo degli estensori sul I comparto. In questi casi anche i movimenti di flessione/estensione, deviazione radiale/ulnare, abduzione ed estensione del pollice causano sfregamento e dolore.   

Movimenti quotidiani come strizzare, sollevare una padella, aprire una bottiglie, girare una chiave, aprire un barattolo, utilizzare il cellulare o il computer, possono essere molto dolorosi o addirittura impossibili da eseguire.

Diagnosi: 

La diagnosi viene eseguita con test specifici dal medico. Viene eseguita una accurata anamnesi facendo attenzione alle attività quotidiane svolte dal paziente. Il medico esegue anche test specifici come il test di Ùfinkelstein per formulare la diagnosi definitica. Bisogna fare atenzione a distinguere la Sindrome di De Quervain dalla Sindrome da intersezione che ha un dolore simile ma localizzato più dorsalmente, verso il radio. (Immagine con test)

È importante eseguire una diagnosi differenziale che escluda altre patologie come anche l’artrosi trapezio-m,etacarpale, fratture di scafoide, artrosi radio-carpica. Il medico potrebbe richiedere un approfondimento con esame ecografico o radiografico, a seconda del sospetto in sede di visita.

1. Trattamento Conservativo/non chirurgico

Il primo approccio, meno invasivo, prevede il confezionamento di un tutore da indossare di notte e durante le attività diurne. Il tempo di applicazione varia da 3 a 6 mesi a seconda del caso singolo e dalla storia clinica del paziente. Il medico può prescrivere anche terapie anti infiammatorie.

L’obiettivo del tutore è di mettere a riposo i tendini del I compartimento (estensore breve del pollice e abduttore lungo del pollice).

Riabilitazione:

Nel trattamento conservativo, vengono svolte sedute di ergoterapia per mantenere la corretta lunghezza muscolo tendinea, per evitare problemi legati all’immobilizzazione e trattamento del dolore, attraverso esercizi , massaggi muscolari, applicazione di KinesioTape, crioterapia, terapie strumentali antiinfiammatorie (laser terapia, ultrasuono terapia) addestramento sull’Economia Articolare e sui movimenti da evitare durante le attività quotidiane. In una fase secondaria viene rinforzata la muscolatura favorendo lo svezzamento dal tutore. La durata della riabilitazione varia in base all’età, alla risposta dei tessuti, a quanto viene seguito il protocollo conservativo, all’alimentazione, allo stile di vita (ad esempio fumo). Il terapista saprà guidare il paziente durante il percorso.

2. Chirurgico

Il trattamento chirurgico viene utilizzato quando sono falliti tutti i tentativi non chirurgici oppure in base alla valutazione del chirurgo. L’intervento prevede il taglio del tetto del canale osteofibroso per liberare i tendini. Questo ha l’obiettivo di aumentare lo spazio in cui scorrono i tendini, evitando il continuo sfregamento. 

Riabilitazione:

Nella riabilitazione post operatoria, viene svolto un trattamento fibrolitico della cicatrice a cui vengono associati i trattamenti descritti nel protocollo conservativo. Il paziente dovrà evitare gli sforzi per 3-4 settimane circa dopo l’intervento.